LA TUA FIGLIA INCINTA È IN UNA BARA… E SUO MARITO SI PRESENTA RISANDO CON LA SUA AMANTE

LA TUA FIGLIA INCINTA È IN UNA BARA… E SUO MARITO SI PRESENTA RISANDO CON LA SUA AMANTE

Ti trovi in ​​una chiesa che profuma di gigli e legno lucidato, ma la tua bocca ha il sapore del metallo. La bara bianca all'ingresso sembra troppo pulita, troppo delicata, troppo sbagliata per ciò che contiene. Tua figlia è lì dentro. Tua figlia, incinta di sette mesi, che ti premeva la mano sulla pancia così che tu potessi sentire il bambino scalciare come una piccola promessa. La gente riempie i banchi, ma nessuno incrocia il tuo sguardo per più di un secondo, perché il dolore è contagioso e il senso di colpa è più forte della preghiera. Continui a fissare il coperchio chiuso, immaginando le sue mani pallide piegate dove non puoi raggiungerle, immaginando le sue labbra che non sentirai mai più. Mantieni le spalle dritte, perché se crolli, hai il terrore di non rialzarti mai più. La voce del prete fluttua da qualche parte sopra la tua testa, dolci parole di pace che non atterrano da nessuna parte dentro di te. Non sei qui per conforto. Sei qui perché l'amore di una madre non può chiamare per malattia. E sei qui perché qualcosa nelle tue ossa ti dice che oggi non è finita.

back to top